
La displasia dell’anca e del gomito è una delle problematiche più conosciute nei cani di taglia grande dove il peso ed il rapido accrescimento evidentemente sono un'aggravante. Vi sono anche altri fattori che possono contribuire ed incidere sulla gravità ma alla base c'è comunque l'ereditarietà (che conta almeno per un 30%), per questo è fondamentale per un allevatore selezionare accuratamente i riproduttori, e per un futuro proprietario selezionare accuratamente l’allevatore, e diffidare da cucciolate improvvisare ove, seppur i cuccioli vengano ceduti con il pedigree, né i genitori né gli avi a monte sono stati controllati ufficialmente.
I controlli ufficiali per la displasia di anca e gomito
Chi cerca un cucciolo può assicurarsi che l’allevatore abbia fatto i dovuti controlli ufficiali, possibili dopo l’anno di età e validati non dal proprio Medico Veterinario ma da due uniche centrali di lettura in Italia (FSA e Ce.Le.Ma.Sche), richiedendo in visione le relative certificazioni, ed eventualmente copia del pedigree, ove vengono apposte le targhette attestanti l’esame fatto e la valutazione ufficiale rilasciata.

La displasia non è una patologia congenita, ovvero il cucciolo nasce sano, ma è una patologia dell’accrescimento: una serie di fattori che, agendo progressivamente nel tempo, possono arrivare nei casi più seri al blocco dell'articolazione. Quindi un cucciolo displasico è predisposto geneticamente alla patologia ma alla nascita, così come alla cessione dopo i 60 giorni, non è clinicamente malato; le sue componenti ossee, infatti, sono al momento normali nonostante la predisposizione genetica, che è necessaria per lo sviluppo della patologia. La sintomatologia clinica inizia generalmente dopo i 4 mesi o comunque entro l’anno di età, ma non è raro che la patologia diventi manifesta anche successivamente. Le terapie sono quasi sempre chirurgiche e successivamente fisioterapiche, con costi importanti e con una gestione del cucciolo davvero molto impegnativa e scadente dal punto di vista della socializzazione.


